Un senso forte di vita

…e nella tua nerezza riconosciamo una favilla di luce inaccessibile, che soltanto la nostra oscurità ci fa credere scura …

Queste parole del poeta e filosofo seicentesco Lord Edward Herbert di Cherbury paiono accompagnare il nostro viaggio attraverso i dipinti di Lamberto Melina; ritratti enigmatici, volti che emergono dall’oscurità e si incollano al nostro sguardo, singolari medium tra assenza e presenza, essere e non essere, possibile e impossibile. Sono opere-soglia, nella loro sottile ostensione, nel costruire un senso forte di vita attorno al nulla per il semplice fatto di essere create e creatrici in un’unico istante. Create cioè dall’artista e immediatamente colte dal fruitore nell’incontro con quegli sguardi attoniti, con le paure, le sfide e in genere l’umano sentire che si rispecchia, rivelandosi. Ciò avviene in una contrazione spazio-temporale che si fa possibilità di oltrepassare le membrane che ci tengono attanagliati alla visione. Parrà contraddittorio, ma la tecnica – senza dubbio straordinaria – è in realtà per Melina mezzo per autosuperarsi, per entrare in una percezione altra che si nutre della complessità dell’esistenza fino a descriverla in tutti i suoi aspetti, dall’evidenza al mistero inconoscibile passando dunque per quella ‘nerezza che soltanto la nostra oscurità ci fa credere scura…’

Presentazione alla personale tenuta presso la Rocca Sanvitale di Fontanellato (Pr)

di Cristina Trivellin
Critico d’arte