Dei volti

In un volto si connaturano i significati della vita. Bellezza, sensualità, intelligenza, armonia e spiritualità vengono colti immediatamente, guardando un volto. Negli anni ho scoperto che gli sguardi dipinti nelle mie opere sono le porte per entrare in un mondo intimistico straordinario e poetico. Ancor più rispetto alla presenza reale di un essere umano, perché in questo caso le vibrazioni della vita deviano il processo di apertura e lettura. In sostanza l’immagine pittorica di un volto diviene specchio ed alterego di chi guarda, perché esso non porta con sé una vita altra, fatta di esperienze estranee a chi guarda, ma ripresenta migliorata e armonizzata la vita stessa dell’osservatore, che vi immette le proprie esperienze risolte nella bellezza e nell’equilibrio. Inoltre il fatto che io dipinga volti inespressivi che semplicemente “guardano” chi li guarda, fa sì che l’osservatore vi inscriva di volta in volta i suoi umori, contribuendo a mantenere l’opera viva e dialogante, aperta a sviluppi e cambiamenti che non possono che essere positivi. Per questo i volti hanno spesso gli occhi chiari, simbolo arcano di trasparenza spirituale, e spesso non sono rivolti verso chi guarda, ma sono raffigurati di tre quarti, come se poco prima guardassero altrove e solo ora, accorgendosi della nostra presenza abbiano diretto gli occhi verso di noi. Questi due fattori uniti fanno sì che lo sguardo sia un invito subliminale e rivolto alla nostra coscienza profonda (non quella razionale) al mutare la via, verso un altro luogo, solo appena di lato a quello che stiamo attualmente vivendo, ma un luogo parallelo e più trasparente e vitale, un luogo dell’anima e dello spirito libero, dove non il pensiero è guida assolutista della nostra vita, bensì il nostro cuore, la nostra pura coscienza altissima e in odor di divinità che alberga in ogni essere umano.