SIMBOLISMO

Ogni opera umana ha un significato che va oltre il suo mero utilizzo. A maggior ragione un’opera d’arte, che nasce già con l’intento di essere più di una rappresentazione oggettiva di una realtà personale, innerva una molteplicità di significati. Le opere del progetto “Simbolismo” indagano questo orizzonte.

Nei molti anni di studio ho scoperto che esiste un’intero universo di simboli che guidano e condizionano i nostri giudizi e comportamenti verso l’altro (la fisiognomica fa parte di questo universo), verso il mondo (determinando il nostro “posto” nel mondo) e verso noi stessi facendoci vivere più o meno bene. Dal sistema di interpretazione della realtà derivato da questi studi, è nato il mio concetto di arte terapeutica, ovvero un sistema iconografico che utilizza le strutture simbologiche, spesso archetipizzate, per mediare principi etici e meccanismi di riequilibrio fisiologico, psicologico e spirituale. Ne è nata un’arte che è ormai una missione. In ogni opera agiscono in sinergia diversi piani: il piano estetico che consente di emozionare ed ammaliare lo spirito, il piano razionale o conscio che invita la mente a viaggiare tra gli innumerevoli significati simbolici, il piano terapeutico in cui i simboli di guarigione interagiscono subliminalmente con l’osservatore, e il piano eterico in cui la coscienza di chi ha generato entra in risonanza con chi osserva per una comunicazione animica e, se vogliamo esoterica, che invita a sollevare lo sguardo oltre il proprio attuale orizzonte. In queste opere si “respira” un’arte che torna ad avere un senso nel nostro mondo, lo stesso senso che avevano le immagini nella grotta di Lascaux, un’arte che diventa spiraglio o fessura su un altro mondo, che diventa invito poetico a guardare in alto (e non in basso come nella quasi totalità dell’arte dal 1917 ad oggi), un’arte militante, libera aria, leggera come una brezza e potente come un uragano.